12 giugno 2018

Monet

Care Amiche e cari Amici di Solea, nei giorni scorsi siamo stati a visitare la mostra di Monet a Roma al Complesso del Vittoriano. Le foto non rendono giustizia ai capolavori, perdonateci per questo! Vi assicuriamo che è sempre “troppo” emozionante vedere questi capolavori. Vi promettiamo foto magnifiche dal nostro prossimo “incontro” con Monet direttamente a Parigi e a Giverny!

Monet a Giverny

Monet a Giverny

Brevi cenni biografici: Claude Monet nasce a Parigi nel 1840, a quindici anni a Le Havre è già famoso per le sue caricature. Quì impara dal suo primo maestro Boudin a dipingere all’aperto, davanti al paesaggio. torna a Parigi e frequenta lo studio libero dell’Accadémie Suisse, dove conosce Pissarro. Nel ’65 espone due sue marine al Salon suscitando l’interesse di molti, ma nel ’67 si vede rifiutare le sue “Femmes au jardin”. Nel ’74, da un suo quadro intitolato “Impressonione, levar del sole”, nasce il nome di IMPRESSIONISTI che viene assegnato ai compagni che avevano esposto con lui nella prima collettiva del gruppo nei locali del fotografo Nadar. Frequenta Manet e Renoir ad Argenteuil; a Vétheuil, nel ’79, muore sua moglie Camille, presenza costante anche nella sua arte. Si risposa con la vedova del collezionista Hoschedée va a vivere a Giverny. Monet trasformò la pittura en plein air in un rituale di vita e – tra la luce assoluta e la pioggia fitta, tra le minime variazioni atmosferiche e il sole, riuscì a tramutare i colori in tocchi di pura energia, riuscendo nelle sue tele a dissolvere l’unità razionale della natura in un flusso indistinto eppure abbagliante.

occhiali, tavolozza e pipa

occhiali, tavolozza e pipa

Il percorso espositivo racconta l’evoluzione della carriera di Monet nelle sue molteplici sfaccettaure, dalle celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800

Monet, caricature

Caricature

Monet, caricature

Caricature

ai paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville e delle sue tante dimore; dai ritratti dei figli

Monet, ritratti

Ritratti dei figli

alle tele dedicate da Monet ai fiori del suo giardino di Giverny, i salici piangenti, le rose, il ponte giapponese e le monumentali Ninfee.

Monet, Iris

Iris

Monet, Le Rose

Monet, Salice Piangente

Salice Piangente

Monet, Ninfee

Ninfee

Monet, Ninfee

Ninfee

 

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25/ 03 2019

Tales of the Wanderers

TalesOfWanderers-Primavera_Calendario

Tales of the Wanderers 2019

 

Tales of the Wanderers

Riprende il viaggio letterario della rassegna Tales of the Wanderers nella suggestiva atmosfera del The Wanderer Whisky,beer And Cocktails, via T. Varrone 41 – Rieti.

https://www.facebook.com/profile.php?id=530674153993051&ref=br_rs

 

Lo scorso inverno abbiamo celebrato l’Inghilterra vittoriana attraverso l’universo orrorifico e fantastico di H.P. Lovecraft, le poesie e visioni di William Blake, il solstizio d’Inverno nei sussurri e leggende dalla nebbia di Avalon da cui emergono storie di streghe, vittime e regine, i Penny Dreadful, i “mostri” più famosi della letteratura da Frankenstein a Dorian Gray, dal Dr. Jekyl a Dracula, streghe e licantropi, catapultati nella gotica Londra vittoriana, chiudendo con il linguaggio evocativo e fantastico di W.B. Yeats e della sua verde Irlanda.

talesofthewanderers_social

 

lovecraftH.P.LOVECRAFT

“Non è morto ciò che può vivere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire”

 

blake locandinaWILLIAM BLAKE

“Il corpo dell’uomo è un giardino di piacere e una costruzione di magnificenza. […] Nel tuo petto racchiudi il tuo paradiso e la terra e tutto quello che abbracci […] nella tua immaginazione, di cui questo mondo mortale non è che un’ombra”.

 

stregheSTREGHE, VITTIME E REGINE

“Adorabile strega, ami tu i dannati?
Dimmi, conosci l’irremissibile?
Conosci il Rimorso dai dardi avvelenati
cui il nostro cuore serve da bersaglio?
Adorabile strega, ami tu i dannati?”
C. Baudelaire

 pennyPENNY DREADFUL

“Beat, happy stars, timing with things below,
Beat with my heart more blest than heart can tell.
Blest, but for some dark undercurrent woe
That seems to draw – but it shall not be so:
Let all be well, be well.”

Pulsate, stelle felici, a tempo con ciò che è sotto di voi
Pulsate con il mio cuore, più lieto di qualsiasi cuore
Lieto. eccetto che per alcuni segnali nascosti di dolore
che sembrano attirarmi – ma non deve essere così:
che tutto vada bene, che vada bene.”

Da Maud
– John Clare –

 

yeatsW.B. YEATS

“Credo nella magia, nell’evocazione degli spiriti, anche se non so che cosa sono; credo nel potere di creare a occhi chiusi magiche illusioni nella mente e credo che i margini della mente siano mobili, che le menti possano fluire l’una nell’altra, così creando o svelando una mente o energia unica, poiché le nostre memorie sono parti dell’unica memoria della natura.”

 

 

TALES 2019

TalesOfWanderers-Primavera_Calendario

Il 29 marzo ripartiremo alla volta del romanzo vittoriano con ” A journey from Wuthering Heights to the lighthouse”: leggeremo le opere delle autrici fra le più celebrate della letteratura inglese, da Jane Austen alle sorelle Anne, Charlotte e Emily Brontë a George Eliot fino a Virginia Woolf; il 19 aprile con ” Not all those who wander are lost” viaggeremo nel mondo epico e fantastico creato da J.R.R. Tolkien; il 17 maggio sorvoleremo cieli poetici con i versi di Lord Byron, John Keats, P.B. Shelley e gli altri; infine il 14 giugno navigheremo con i pirati e i marinai e andremo all’ avventura coi bucanieri di S.T. Coleridge, J. Verne, R.L. Stevenson e J. Swift.

 

20/ 03 2019

Reading Essere

I reading Essere non si fermano, le letture si susseguono oramai dall’agosto 2017 sempre intense e partecipate!

La rassegna RACCONTI DI PRIMAVERA “Un viaggio tra parole alcoliche” , qui di seguito il calendario dei reading della rassegna,

Racconti di Primavera

vedrà protagonista domenica 24 marzo la letteratura dell’Eros, “Tenace come gli inferi è la passione”, cit. dal Cantico dei CanticiEseere Eros locandina

Nel corso dei secoli ogni generazione ha avuto la sua letteratura sensuale da leggere. Uomini e donne di ogni età si sono distratti con libri che hanno cambiato quello che la gente pensava sul sesso e sull’amore romantico anche con certo clamore, e molto spesso hanno mutato gli stessi legami fra uomini e donne. In epoca moderna questo tipo di letteratura – in passato di dominio maschile – è stata ripresa da scrittrici donne, con punti di vista molto diversi e accattivanti.

In attesa delle letture di domenica 24 marzo, vi lasciamo qualche proposta letteraria: titoli e autori culto della letteratura erotica, irrinunciabili per chiunque ami unire il piacere dell’eros a quello della lettura.

 

letteratura erotica

Kamasutra di M.Vatsyayana

Non si può parlare di erotismo classico senza citarlo. Il Kamasutra è ben noto da molte generazioni e culture, anche se è stato scritto intorno al VI secolo. E’ più un manuale o trattato filosofico che altro, ma ha l’obiettivo di far raggiungere l’armonia del sè in quattro punti principali: il benessere fisico economico, il desiderio, il Dharma cioè l’equilibrio fra i due precedenti, e la liberazione dal legame materiale per giungere alla coscienza dell’individuo.

 

Justine disegno di Guido Crepax

Il Marchese De Sade è senza dubbio uno degli autori simbolo della letteratura erotica, specie della più scabrosa e “oscura”. Tra le due opere più celebri spiccano La filosofia nel boudoir, in cui si narra delle lezioni del precettore Dolmancé, maestro di lussuria e di crimine, che hanno luogo nel “delizioso boudoir” di Madame de Saint-Ange, e Justine, ovvero le disgrazie della virtù, che racconta una Francia in cui dominano il vizio e la corruzione. (1791)

Questo romanzo si concentra su una bella ragazza di nome Justine. Nella sua vita ha raccolto una serie di incontri con esplicite richieste estreme, incluse le scene in cui lei è costretta ad essere una schiava. L’autore, il Marchese de Sade, da cui il termine “sadismo” era ben noto per il suo abuso e maltrattamento delle donne, soprattutto per gratificazione sessuale “La sottomissione più completa è la tua sorte, e questo è tutto.” Nata come racconto Justine venne pubblicata in tre versioni a causa del progressivo sviluppo delle avventure della protagonista che richiese continui aumenti nel testo originale e anche delle scene erotiche.

 

laclos-amicizie, o relazioni, pericolose

Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos (1782)

Un uomo più anziano seduce una donna più giovane per sport, e anche in modo che possa entrare nei mutandoni di un altra donna anziana, un incrocio molto rischioso che per qualcuno finirà male.
Un libro avvincente, originale, irritante e provocatorio, che può essere letto come una fiaba, per puro divertimento o come un saggio sui costumi, ma le relazioni ancora oggi possono essere sempre pericolose.
“Grazie al caldo soffocante di questi giorni, un semplice abitino di cotone mi lascia vedere la morbida rotondità dei fianchi, solo una leggera mussolina le copre il seno; e le mie occhiate furtive, ma penetranti, ne hanno già intuito la forma incantatrice”.

 

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Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch (1870)

Venere in pelliccia è un opera archetipa del genere BDSM che comprende bondage, dominazione, sottomissione, feticismo e masochismo, derivante dal cognome dell’autore. La storia ruota attorno a un uomo che chiede alla sua donna di essere il suo schiavo mostrandole così amore e adorazione.

“Di regola è l’uomo a esser premuto sotto il piede della donna, come lei sa meglio di me!” esclamò Monna Venere con sovrano disprezzo. “Certo, ed è proprio per questo che non mi faccio illusioni.” “Ciò significa che adesso lei è il mio schiavo senza illusioni, e io quindi la calpesterò senza pietà”.

 

Historie d'O

Tra i romanzi erotici, Histoire d’O, pubblicato nel 1954 dall’autrice francese Dominique Aury sotto lo pseudonimo di Pauline Réage, è di certo uno dei più controversi. Il romanzo esplora la dinamiche dei rapporti erotici di dominio e sottomissione, raccontando la Storia di O, che per amore di René acconsente a recarsi al Castello di Roissy, dove sarà alla mercé di altri uomini e sperimenterà ogni tipo di pratiche erotiche, in un apprendistato sessuale che la renderà una perfetta schiava. E proprio in questa dimensione di annullamento della volontà che O trova la sua felicità, anche se il suo “padrone” non sarà Renè, ma un altro uomo…. Sebbene O ha una dura punizione intensa e sensuale per mano del suo amante, lo fa attraverso la propria volontà. Si tratta di una lettura movimentata che esplora le motivazioni e le dinamiche di un rapporto complesso.
Pauline Réage (1907-1998), alias Dominique Aury, scrisse Histoire d’O per dimostrare all’editore Jean Paulhan che anche una donna poteva scrivere un romanzo erotico di successo. Il libro, edito nel 1954, vinse l’anno successivo il Prix des Deux Magots.

 

Il delta di Venere

Il Delta di Venere è forse il libro che più di ogni altro – oltre gli indimenticabili Diari – rappresenta lo stile erotico di Anais Nin, scrittrice culto della letteratura erotica del ‘900. Con i suoi racconti – scritti su commissione per un misterioso committente, lavoro procuratole dall’amico e amante Henry Miller – Anais è in grado di eccitare i sensi e di sondare le più intime profondità dell’animo umano, esplorando anche le più sordide fantasie con grazia e straordinaria potenza.
Composto da 15 racconti scritti negli anni ’40 per un privato collezionista, ma pubblicati solo postumi nel 1977 evoca una cascata di incontri sessuali. Redatto con un proprio linguaggio sensuale ed esplorando un territorio che in precedenza era dominato da scrittori uomini con propri punti di vista. Nell’introduzione scrive:

“In questa collezione di racconti erotici, scrivevo per divertire, sotto pressione da parte di un cliente che mi chiedeva di “lasciar perdere la poesia”. E così mi pareva che il mio stile fosse un prodotto della lettura dei lavori maschili. Per questa ragione, per un lungo periodo ebbi la sensazione di esser venuta meno al mio io femminile. E misi da parte i racconti erotici. Rileggendoli ora, che son passati molti anni, vedo che la mia voce non era stata messa completamente a tacere.”

 

Emmanuelle

Emmanuelle di Emmanuelle Arsan, è stato pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1967. Da lettura di nicchia è diventato abbastanza rapidamente un best seller mondiale e ha dato vita anche a una serie di film erotici dapprima tratti, e poi ispirati al romanzo. La storia racconta le avventure erotiche, sofisticate e libertine al tempo stesso, della giovanissima moglie di un diplomatico francese a Bangkok, eroina sessualmente emancipata e culturalmente cosmopolita, in omaggio al classico binomio erotismo-esotismo.

 

Paura di volare E. Jong

Paura di volare di Erica Jong (1973)

Prima di Sex and the City e Cinquanta sfumature di grigio c’era la storia di Isadora una poetessa che racconta le sue passioni erotiche durature e liberatorie per le donne di tutto il mondo. Durante un viaggio a Vienna col marito incoraggerà fantasie sessuali con un altro uomo tentando di trovare una ragione nella sua vita e nelle sue relazioni.

“Che razza di donna eri mai? Come potevi continuare a innamorarti di uomini che non conoscevi nemmeno? Come potevi fissare a quel modo la patta dei loro pantaloni? Come potevi startene lì, a una riunione, e immaginare come dovevano essere a letto tutti gli uomini presenti?”.

 

Candore

In Candore di Mario Desiati, il protagonista, Martino Bux, sin da ragazzo è completamente ossessionato dal porno e dal suo immaginario: si innamora solo di donne che somigliano ad attrici hard, lavora solo in posti in cui regnano libertinaggio e sensualità esplicita, si affida a chiunque possa concedergli un attimo di felicità del corpo. Attraverso questo personaggio, l’autore ripercorre un trentennio di storia del porno, durante il quale la pornografia si è trasformata in un fenomeno di massa, in cui immagini e video hanno invaso il web, saturando l’immaginario collettivo.

 

Il gioco

Carlo d’Amicis,  l’autore de Il gioco, affronta il legame triangolare (il gioco, appunto) che si instaura tra un bull, una sweet e un cuckold, raccontando il caos generato dalla pulsione erotica, che non ha né ruoli né confini precisi. I personaggi di questo libro hanno deciso di vivere il desiderio in maniera totalizzante, senza limiti imposti dalla società e, proprio attraverso il sesso, riescono a trovare (o almeno a cercare) se stessi: “La loro vivace vita erotica non rappresenta un’evasione, una fuga dalla realtà, ma uno strumento investigativo per conoscere meglio la loro vera natura, per farne, in qualche modo, un’esperienza umana“, ha sottolineato D’Amicis.

 

Vi lasciamo con i versi di Arthur Rimbaud: per il poeta la seduzione è un gioco a chi si lascia andare prima

Ella era ben poco vestita
Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino…
Seduta sul mio seggiolone,
Seminuda, giungeva le mani.
Al suolo fremevano lieti
i suoi piccolissimi piedi.
Io guardavo, colore di cera,
un piccolo raggio di luce
sfarfallare nel suo sorriso
e sul suo seno, mosca al rosaio.
Le baciai le caviglie sottili.
Ebbe un ridere dolce e brutale
Che si sciolse in un limpido trillo,
Un ridere grazioso di cristallo.
I suoi piedini sotto la camicia
Si salvarono: “Beh, vuoi finirla?”
La prima audacia era stata permessa,
Ma ridendo fingeva di punirla!
Baciai, palpitanti al mio labbro,
I suoi timidissimi occhi;
Lei ritrasse la sua testolina
Esclamando: “Ma questo è ancor meglio!…
Signore, ho qualcosa da dirvi…”
Tutto il resto gettai sul suo seno
In un bacio, del quale ella rise
D’un riso che fu generoso…
Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino..

e di Patrizia Valduga,poetessa italiana
Terra alla terra, vieni su di me:
voglio il tuo vomere nella mia terra,
fiorire ancora traboccando
e offrire il fiore a te, mio cielo in terra.

10/ 03 2019

OttoMarzo

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“OttoMarzo”

è la giornata che Solea Arte e Cultura
in collaborazione con l’Alessandro Rinaldi Foundation ha dedicato all’Arte, la Fotografia, la Pittura, lo Stile, la Lettura e la Scrittura negli spazi del Sazerac caffè in via Roma 1, Rieti.

Sono stati ospiti dell’evento l’artista e designer campana, trapiantata a Lipari, Loredana Salzano Artepensierodesign , che realizza ceramiche artistiche, pitture informali, sculture con materiali di recupero provenienti direttamente dal mare.

Alice Attònita” e “Nostra Signora dei Vulcani” sono i nomi con i quali l’artista è conosciuta al pubblico attraverso mostre ed eventi di arte e design a livello nazionale e internazionale. E’ anche autrice della raccolta di poesie “Isole brade”, pensieri sparsi, sospesi tra realtà e sogno, intrisi di mare, impregnati di colori e profumi mediterranei.

Loredana Salzano Nostra Signora dei Vulcani

Loredana Salzano
Nostra Signora dei Vulcani

https://www.facebook.com/soleaitalia/videos/401442283753444/?t=2

Ospiti di OttoMarzo anche Itzel Cosentino Photographer , che ha esposto alcuni suoi scatti

Itzel Cosentino

Itzel Cosentino

Maia Palmieri , artista e designer reatina che ha esposto nelle sale del Sazerac caffè le sue “plexybag”

Le plexibag di Maia Palmieri

realizzate in pelle e plexiglass, lavorato con cura artigianale e impreziosito con il tocco artistico del dipinto realizzato interamente a mano ed i gioielli Xme in acciaio

Gioielli in acciaio di Maia Palmieri

 

Benedetta Bellucci  editrice e curatrice delle edizioni Puntidivista Casa Editrice, casa editrice formata da un gruppo di donne coraggiose, determinate, sognatrici e fantasiose e operativa a Rieti, presenterà i suoi prodotti editoriali e la sua nuova linea di gioielli in plexiglas

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Marco Bellucci

Marco Bellucci

grafico, web designer e copywriter, si occupa di fotografia, architettura e interni per una società europea. Ama i ritratti, la fotografia analogica e la camera oscura. Collabora con il Teatro Furio Camillo ed altri teatri romani; per l’intero pomeriggio ha ritratto i partecipanti in un set fotografico allestito negli spazi del Sazerac caffè.

 

Di seguito tutti gli scatti d’autore dell’intera giornata dedicata all’OttoMarzo

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Alle h 19.00 è partita la maratona letteraria dedicata al libro di David Herbert Lawrence

“L’amante di Lady Chatterly”

L'immagine può contenere: 1 persona

 

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23/ 01 2019

Giovanni Lucchese “L’uccello padulo”

locandina

Giovanni Lucchese, vincitore del Premio Giallo al Centro edizione 2018, è tornato a Rieti

finale Giallo al Centro 2018

un scatto  da Giallo al Centro edizione 2018

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Domenica 20 gennaio Giovanni Lucchese ha aperto la tourne delle presentazioni del suo ultimo libro “L’uccello padulo” Alterego Edizioni al Depero Club, via T.Varrone 36 – Rieti.

Depero Club

 

 

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La serata con Giovanni Lucchese è stata moderata da Benedetta Bellucci, editore di Punti di Vista e membro dell’Alessandro Rinaldi Foundation

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Alessandro Rinaldi Foundation

Alessandro Rinaldi Foundation

Altre immagini della bella serata in compagnia di Giovanni Lucchese

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L’UCCELLO PADULO

Sinossi
Affascinante, nobile e scandalosamente ricco.
È Gianandrea Ludovisi, detto Billo, un ragazzo che trascorre il tempo tra shopping sfrenato, sesso occasionale, droga e notti brave in giro per la capitale.
Al termine di una di queste serate, ridotto in uno stato pietoso, Billo conosce Mamma Sophie, un’attempata trans che gestisce una piccola masnada di personaggi eccentrici. Tra i due nasce un’amicizia tanto insolita quanto profonda.
Il rapporto di Billo con la nobile famiglia di appartenenza, composta da un padre arrogante e megalomane, una madre stralunata e depressa, e due fratelli completamente privi di carattere, inizierà a sfaldarsi sempre di più, in favore del fascino che il gruppo di Mamma Sophie esercita su di lui.
L’uccello padulo è un romanzo provocatorio e irriverente, una processione di personaggi bizzarri e anomali che si sono inventati un proprio ruolo nel mondo. Ma è anche un affresco nostalgico e tenero di un’età di mezzo, una poesia visionaria sul concetto di appartenenza e di famiglia, un processo di trasformazione di un protagonista che ha, in sé, una buona fetta di tutte le contraddizioni umane.

 

Giovanni Lucchese è nato e vive a Roma.
Appassionato di musica, cinema e cultura pop, ha frequentato i corsi di scrittura della scuola Omero, con la quale collabora scrivendo recensioni musicali, articoli di attualità e racconti brevi per la rivista “Mag O”.
Ha pubblicato i racconti L’allievo e Il più grande cornuto dell’universo sulla rivista Carie.
Nel 2016 ha esordito con la raccolta di racconti Pop Toys (Alter Ego Edizioni).

Del 2017 è il romanzo Questo sangue non è mio (Alter Ego Edizioni), vincitore del festival Giallo al Centro Rieti 2018.

Questo sangue non è mio

 

L’uccello padulo è il suo secondo romanzo.

 

 

3/ 04 2018

Moreno Colasanti

Moreno Colasanti, ad un anno dalla personale LOVEHATE, è tornato ad esporre per due giorni in una collettiva di artisti reatini.

self-portrait

self-portrait

Wonder

“Wonder”

Moreno Colasanti ha esposto le sue opere in calligrafia,

calligrafia

“Affondo nei tuoi occhi cercando..”

disegni con la penna Bic

Don't be afraid by your half

“Don’t be afraid by your half”

Face

“Point of view”

Flower“Se hai qualcosa da dire e sai come dirlo con l’arte, basterà”

Le opere sono state prodotte anche su elementi di recupero come tavole da skateboard.

tavola skateboard

“Everywhere”.

Le opere sono in vendita. Info colasantimoreno@gmail.com

28/ 03 2018

Giardino di Ninfa riapre il 31...

La storia del Giardino di Ninfa

veduta principale
Il giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso, nelle quali è compreso anche il Parco Naturale Pantanello, inaugurato il 15 dicembre 2009.
Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino.SAM_0425

A partire dal VIII l’Imperatore Costantino V Copronimo concesse a Papa Zaccaria questo fertile luogo, facente parte di un più vasto territorio chiamato Campagna e Marittima, entrò a far parte dell’amministrazione pontificia. Al tempo contava solo pochi abitanti, ma aveva assunto un ruolo strategico per la presenza della Via Pedemontana: trovandosi ai piedi dei Monti Lepini, era l’unico collegamento alle porte di Roma che conduceva al sud quando la Via Appia era ricoperta dalle paludi. Dopo l’XI secolo Ninfa assunse il ruolo di città e fra le varie famiglie che la governarono ricordiamo i Conti Tuscolo, legati alla Roma pontificia, e i Frangipani, sotto i quali fiorì l’architettura cittadina e crebbe la considerazione economica e politica di Ninfa, ricordiamo infatti che nel 1159 il cardinale Rolando Bandinelli fu incoronato pontefice Alessandro III nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Nel 1294 salì al soglio pontificio Benedetto Caetani, Papa Bonifacio VIII, figura potente e ambiziosa, che nel 1298 aiutò suo nipote Pietro II Caetani ad acquistare Ninfa ed altre città limitrofe, segnando l’inizio della presenza dei Caetani nel territorio pontino e lepino, presenza che sarebbe durante per sette secoli.
Pietro II Caetani ampliò il castello della città, aggiungendo la cortina muraria con i quattro fortini e innalzando la torre, già presente, a 32 metri, e realizzò il palazzo baronale.

Nel 1382 Ninfa fu saccheggiata e distrutta da parte di Onorato Caetani sostenitore dell’antipapa Clemente VII nel Grande Scisma e avverso al ramo dei Caetani che possedevano Ninfa, i Palatini sostenitori di Urbano VI.
La città non fu più ricostruita, anche a causa della malaria che infestava la pianura pontina, i cittadini sopravvissuti se ne andarono lasciando alle spalle i resti di una città fantasma, gli stessi Caetani si spostarono a Roma e altrove. Nonostante ciò le chiese continuarono ad essere officiate dagli abitanti delle vicine colline per tutto il XV e in parte del XVI secolo, per poi essere del tutto abbandonate. Oggi rimangono i ruderi di San Giovanni, San Biagio, San Pietro fuori le mura, San Salvatore e Santa Maria Maggiore, cui parte degli affreschi furono distaccati nel 1971 per essere custoditi nel castello Caetani di Sermoneta.
Nel XVI secolo il cardinale Nicolò III Caetani, amante della botanica, volle creare a Ninfa un ‘giardino delle sue delizie’. Il lavoro fu affidato a Francesco da Volterra che progettò un hortus conclusus, un giardino delimitato da mura con impianto regolare, proprio accanto alla rocca medievale dei Frangipane. Alla morte del cardinale quel luogo di delizie, in cui furono coltivate pregiate varietà di agrumi, fra cui il Citrus Cajetani, e allevate trote di origine africane, fu abbandonato. Un nuovo tentativo di insediamento fu fatto da un altro esponente della famiglia Caetani nel XVII, il Duca Francesco IV, il quale ‘buono al governo dei fiori’, si dedicò alla rinascita dell’hortus conclusus ma la malaria costrinse anche lui ad allontanarsi da Ninfa. Della sua opera rimangono le polle d’acqua e le fontane.
Durante l’Ottocento il fascino delle sue rovine attirò molti viaggiatori che percorrevano l’Italia riscoprendo l’antico: la ‘Pompei del Medioevo’, come la definì Gregorovius, era un luogo spettrale, magico e incancellabile dalla memoria di chi la vide.
Alla fine dell’Ottocento i Caetani ritornarono su i possedimenti da tempo abbandonati. Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onoraro Caetani, con due dei sui sei figli, Gelasio e Roffredo, si occuparono di Ninfa decidendo di crearvi un giardino in stile anglosassone, dall’aspetto romantico. Bonificarono le paludi, estirparono gran parte delle infestanti che ricoprivano i ruderi, piantarono i primi cipressi, lecci, faggi, oggi maestosi, rose in gran numero, e restaurarono alcune rovine, fra cui il palazzo baronale, che divenne la casa di campagna della famiglia, oggi sede degli uffici della Fondazione Roffredo Caetani.
La realizzazione del giardino fu guidata soprattutto da sensibilità e sentimento, seguendo un indirizzo libero, spontaneo, informale, senza una geometria stabilita. Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, continuò la cura del giardino introducendo nuove specie di arbusti e rose e negli anni Trenta del Novecento aprì le sue porte all’importante circolo di letterati ed artisti legato alle riviste da lei fondate, “Commerce” e “Botteghe Oscure”, come luogo ideale in cui ispirarsi.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la famiglia Caetani si rifugiò nel castello Caetani di Sermoneta, facendo ritorno a Ninfa solo dopo il 1944, il giardino nel mentre fu utilizzato come base per le munizioni da parte dei soldati tedeschi, che ne preservarono l’integrità grazie agli alberi presenti che favorirono la possibilità di mimetizzarsi. L’ultima erede e giardiniera fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani. Donna sensibile e delicata, curò il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante, senza forzature, ed evitando l’uso di sostanze inquinanti. Aggiunse numerose magnolie, prunus e rose rampicanti, e, insieme alla madre Marguerite, realizzò accanto alle mura sud della città di Ninfa un rock garden, chiamato anche ‘colletto’. Donna Lelia morì nel 1977, ma prima della sua morte decise di istituire la Fondazione Roffredo Caetani al fine di tutelare la memoria del Casato Caetani, di preservare il giardino di Ninfa e il castello di Sermoneta, e di valorizzare il territorio pontino e lepino.

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Un accenno alla flora del Giardino
All’interno del giardino di Ninfa si incontrano varietà di magnolie decidue, betulle, iris palustri e una sensazionale varietà di aceri giapponesi, inoltre a primavera i ciliegi e meli ornamentali fioriscono in maniera spettacolare.
Fra le oltre 1300 piante diverse introdotte che è possibile ammirare negli otto ettari di giardino ricordiamo i viburni, i caprifogli, i ceanothus, gli agrifogli, le clematidi, i cornioli, le camelie.
Molte varietà di rose rampicanti sono sostenute dalle rovine ed estendono i lunghi rami vigorosi sugli alberi quali: Rosa banksiae banksiae, RosaTausendshön, Rosa ‘Mme. Alfred Carriere’, Rosa filipes ‘Kiftsgate’, Rosa ‘Gloire de Dijon’, Rosa ‘Climbing Cramoisi Supérieur’.Le rose arbustive bordano il fiume, i ruscelli, i sentieri o formano aiuole come Rosa roxburghii, Rosa ‘Général Shablikine’, Rosa ‘Mutabilis’, Rosa hugoni, Rosa ‘Ballerina’, Rosa ‘Iceberg’, Rosa ‘Max Graf’, Rosa ‘Complicata’, Rosa ‘Penelope, Rosa ‘Buff Beauty’.
Il clima particolarmente mite di Ninfa permette anche la coltivazione di piante tropicali come l’avocado, la gunnera manicata del Sud America e i banani.
Vi sono anche molti arbusti piantati non solo per la loro bellezza ma anche perché offrono ospitalità alle numerose forme di animali presenti fra cui si evidenzia il folto gruppo dell’avifauna rappresentato da oltre 100 specie censite.

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SAM_0428SAM_0423Riapre il 31 marzo

20/ 03 2018

Letture a voce alta

Dalla scorsa estate abbiamo sperimentato la forza delle letture a voce alta attraverso gli autori più amati, spaziando dalla letteratura alla poesia alla musica.

letture dissacranti e scorrette

letture dissacranti e scorrette

 

Il primo appuntamento è stato con Charles Bukowski e la sua narrativa dissacrante e scorretta

Bukowski

le letture sono state estratte da “Santo cielo perché porti la cravatta”, da “Svastica”, da “Il sole bacia i belli”, da “Donne”, da “Sui gatti. E da “Per sei dollari l’ora” la splendida performance di Lorenzo Garufo, in prestito dalla Compagnia….

Corriere di Rieti

 

https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fm.ilmessaggero.it%2Frieti%2Frieti_reading_bukowski_ponte_romano-2631819.html&h=ATOov_ep2Ihlde4wP_AFIIL_yzXVsqOoMHTdjw0EU_yvOUE9YbMRUs_3MsVBqqy1UCMYXpFxUZk9jWBR4s-Jwj6Z69wIx8E53-EEAtT0gXXmzk1BMA

Abbiamo continuato con la narrativa di fiesta e d’avventura di Ernest Hemingway

Locandina

Locandina

le cui letture sono state tratte da “I quarantanove racconti”, “Fiesta”, “Il vecchio e il mare”, “Addio alle armi”, “Di là dal fiume e tra gli alberi”, “Per chi suona la campana”, “Il leone buono”. Come disse il buon vecchio Papa Hem: “Bevo per far sembrare le persone più interessanti”….

Essere Hemingway

Fiesta

https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilmessaggero.it%2Frieti%2Frieti_hemingway_reading_letterario-3253488.html&h=ATOov_ep2Ihlde4wP_AFIIL_yzXVsqOoMHTdjw0EU_yvOUE9YbMRUs_3MsVBqqy1UCMYXpFxUZk9jWBR4s-Jwj6Z69wIx8E53-EEAtT0gXXmzk1BMA

Da qui è iniziata la rassegna “Racconti d’inverno – un viaggio tra parole alcoliche”

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Il primo appuntamento delle letture a voce alta della rassegna invernale è stato dedicato ai poeti maledetti Baudelaire, Rimbaud, Verlaine

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dei quali abbiamo decantato “Al lettore” “Zingaro in viaggio” “La bellezza” “Il vino dell’assassino” di C.Baudelaire

“Spleen” “Corteo” “Arte poetica”di P.Verlaine, “Ofelia” “Sensazione” “ La mia bohème” “Voglio essere poeta” di A. Rimabud, “La farfalla dell’anima” di E. Vivien, “Le rose di Modigliani” di A. Achmatova.

Essere Maledetti

L’Absinthe

 

Essere Maledetti

Chapeau

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A novembre la forza e l’impegno civile di Oriana Fallaci

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le cui letture sono state tratte da “Lettera a un bambino mai nato” “Se il sole muore” “Insciallah” “Un Uomo” “La lettera a P.P.Pasolini” “La rabbia e l’orgoglio” “La forza della ragione”…frasi e citazioni…

gli strumenti del mestiere

gli strumenti del mestiere

“Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita. Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano”

Una Donna

Oriana, una Donna e la Storia

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Dicembre ci ha visti impegnati con la grande musica blues e rock: la voce e i testi di J.J. hanno scaldato la serata!

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Da “Try” “Ball and Chain” “Cry Baby” “Mercedes Benz” “Piece of my heart” “Kozmic blues” “A woman left alone”.

club 27

club 27

A gennaio l’appuntamento con E.A. Poe ha catturato l’attenzione di tanti estimatori dell’opera dell’autore, dalle poesie ai racconti del grottesco e dell’incubo, al romanzo poliziesco

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“Sognando sogni che mai prima uomo osò sognare”

incubi e vino

incubi e vino

Abbiamo letto le poesie “Un sogno” “A mia madre” “Terra di fate” “Il verme conquistatore” “Annabel Lee” la lettera ad Elena Whitman e alcuni estratti da “La morte rossa” “Il cuore rivelatore” “ Il diavolo del campanile” “I delitti della rue Morgue” “Ombra”

presenze..

presenze..

e “Morella”

Light on Poe

Light on Poe

A febbraio non potevamo non celebrare l’Amore

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Abbiamo scelto la lettura delle più belle corrispondenze d’amore d’autore di tutti i tempi:

lettera dalla storia

lettera dalla storia

“Amata immortale” di L.van Beethoven, la lettera d’amore di Karl Valentin, la lettera di A.Eistein alla figlia Lisiern e quella di J. Steinbeck al figlio Thom, la lettera di Salvo Montalbano a Livia, dalla penna di A. Camilleri, la lettera del capitano Wentworth a Anne Elliot tratta da Persuasione di Jane Austen, la lettera di Jhonny Cash alla moglie per il suo 65° compleanno, e le video letture delle lettere di I. Calvino a Elsa de Giorgi, Oriana Falla ci a Alekòs Panagulis, di Adele Sandrock a Arthur Schnitzler e alcune estratte da “Oceano mare” e “Seta”di A. Baricco, la poesia “Lettera d’amore” di S. Plath, e due Inediti.

Inedito..Affondo

Inedito..Affondo

 

 

 

 

 

20/ 02 2018

San Giorgio, i libri e le...

Siamo a Barcellona, Catalogna . Qui ogni 23 aprile si celebra il giorno di San Giorgio, Sant Jordi, una delle feste più celebrate. E’ talmente tanto particolare che è un giorno festivo in cui si lavora. La leggenda di San Giorgio, conosciuta in tutto il mondo, narra che in una città (diversa a seconda del paese) c’era un drago che attaccava il regno. Gli abitanti per tenerlo lontano decisero di fargli dono ogni giorno due pecore per placare la sua ira. Quando però le pecore del regno iniziarono a scarseggiare gli abitanti decisero di offrirgli una pecora ed una persona tirata a sorte. La sorte scelse di sacrificare la principessa del regno. Mentre la principessa andava incontro al suo destino, apparse il cavaliere Giorgio, divenuto poi San Giorgio,  che uccise il drago e la salvò.

San Giorgio lotta contro il Drago e salva dal sacrificio la Principessa

San Giorgio lotta contro il Drago e salva dal sacrificio la Principessa

Nella versione catalana della storia si dice che dal sangue del drago nacque una rosa rossa divenuta il simbolo di questo giorno.In Catalogna, San Giorgio è il patrono degli innamorati. La tradizione vuole che gli innamorati si scambino una rosa rossa ed un libro. L’uomo regala una rosa rossa con una spiga di grano alla donna e lei gli regala un libro. E’ una festa che esalta l’amore, la cultura ed il patriottismo. La rosa è simbolo dell’unicità dell’amore, il colore rosso simboleggia la passione e la spiga di grano la fecondità.

Le rose simbolo

Le rose rosse, simbolo di passioneBarcellona si veste a festa nella giornata di San Giorgio. Ad ogni angolo della città ci sono banchetti che vendono rose e libri. Le strade più popolari sono la rambla Catalunya e Las Ramblas.

Si organizzano molte attività culturali tra le quali la più importante è la firma dei libri da parte degli autori

San Giorgio

In questo giorno cultura e romanticismo si uniscono in un sentimento unico!!

Di seguito una proposta interessante della Grimaldi

Una nave di libri

Una nave di libri

https://www.grimaldi-lines.com/it/eventi/una-nave-di-libri- per-barcellona-2018

Durante il viaggio, un ricco programma di intrattenimento delizierà gli ospiti, con reading, spettacoli teatrali, proiezioni di film, dibattiti con la partecipazione di famosi scrittori.

Si parte!

 

 

 

 

 

27/ 06 2017

Laghi Lungo e Ripasottile

Percorso Siamo a pochi chilometri da Rieti, nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile, un’area protetta che comprende una zona umida di grande interesse, quanto poco conosciuta. I due laghi sono quel che resta di un antico e ampio bacino alimentato dal vicino monte Terminillo. Questa area è ricca di specie di notevole interesse faunistico e vegetale, luogo ideale per il birdwatching, piacevolmente immersa nel cuore della pianura reatina. Noi siamo andati alla scoperta del sentiero degli aironi e dei cormorani.

Nei laghi Lungo e Ripasottile vivono pesci quali la scardola, il luccio, la tinca, l’anguilla, la rovella e il cavedano. Risorgive e canali ospitano pure trota di torrente e spinarello.

Di tutto rilievo il popolamento ad anfibi, che comprende specie quali la raganella, la rana dalmatina, il tritone comune e quello crestato . Tra i rettili è segnalata come particolarmente comune la natrice dal collare. Volpi, Ricci, Tassi, Istrici e Cinghiali sono di più frequente osservazione tra i mammiferi censiti.

Ma è l’avifauna a offrire gli spettacoli più grandi. Le specie osservate sono oltre duecento, molte delle quali di notevole importanza conservazionistica come le colonie dove nidificano le nitticora con più di 70 coppie, gli Aironi cenerini con 140 nidi censiti nel 2015, l’unico nido di Falco di palude per il territorio della regione e le Sgarze ciuffetto con quattro nidi.

Nei mesi invernali, nel territorio della Riserva naturale dei laghi, circa 60  Aironi bianchi maggiori provenienti dal nord, si aggiungono agli Aironi cenerini, frequentando il canneto e i campi coltivati, inoltre nei laghi si possono osservare: Morette, Mestoloni, Germani reali, Moriglioni, Svassi maggiori. Tuffetti, e le rare Morette tabaccate.

In particolare per lo svernamento degli uccelli, la riserva si pone tra le zone umide più importanti del Lazio dopo il Circeo, le aree protette di Bracciano-Martignano e Vico, il lago di Bolsena.

E’ considerata sito di importanza nazionale per lo svernamento del tarabuso , dell’Airone cenerino con circa 600 esemplari e della moretta. Osservazioni regolari nei mesi più freddi riguardano anche le Gru con un passaggio dai 600 ai 1500 esemplari annui, il Falco di palude e l’Albanella reale.

Da segnalare, presso il lago di Ripasottile è attiva da tempo una Stazione di Inanellamento a scopo scientifico, nella quale da gennaio 2015 viene svolto il Progetto Nazionale “MonITRing” coordinato dall’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che prevede l’inanellamento con lo stesso protocollo operativo  in più di cento Stazioni aderenti.

Dal 2001 al 2015 vi sono stati catturati e inanellati più di 24.000 uccelli.

Nel corso dell’anno variano i principali motivi d’attrazione: d’inverno sono i grandi assembramenti di anatre e folaghe, durante i passi uccelli inusuali ed eleganti come il falco pescatore, in primavera inoltrata ed estate le fioriture di ninfee e nannufari.

indicazioni alla partenza
Una piacevole e rilassante passeggiata di un’ora e trenta circa,  lungo il perimetro del lago di Ripasottile.

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Alle nostre spalle la vetta del Monte Terminillo.

Incontri fortunati!

incontri

lago
Si prosegue il cammino, una piacevole e rilassante passeggiata di un’ora e mezza circa. 

27/ 06 2017

Giovanni Boldini Complesso del Vittoriano

Manifesto mostra

La mostra Giovanni Boldini, ospitata dal 4 marzo al 16 luglio a Roma al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, si presenta come una delle più ricche e spettacolari esposizioni antologiche degli ultimi decenni, proponendo al pubblico olii e pastelli tra i più rappresentativi della produzione di Boldini e di altri artisti a lui contemporanei, oltre a una piccola selezione di disegni su carta e incisioni.

In mostra circa 160 opere – alcune delle quali raramente esposte come La tenda rossa (1904), Signora che legge (1875), Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio (1889), Signora bruna in abito da sera (1892 ca.), Ritratto di Madame G. Blumenthal (1896) – provenienti da importanti collezioni private e dai musei di tutto il mondo quali il Musée d’Orsay di Parigi, Staatliche Museen zu Berlin – Nationalgalerie di Berlino, il Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi di Firenze e infine ma non per ultimo il Museo Giovanni Boldini di Ferrara che è la più importante raccolta pubblica di opere del maestro.
Esposta nelle sale del Vittoriano anche la grande tela dedicata a Ritratto di Donna Franca Florio (1901-1924), capolavoro simbolo della Belle Époque e della Palermo felicissima. Giovanni Boldini